ITA JazzConvention.net, Aldo Del Noce (oct.2017)

Riappropriandosi con argomentazioni solide e personali delle matrici del melting etnico, il trio Quilibrì tratteggia con personalità un disegno musicale percorso da inflessioni ritmiche e tratti melodici lungo le cui estensioni risuoneranno reminiscenze dell’alba del filone “mediterraneo”, in realtà intessuto da elementi arcaici dello spirito “latino” e non abusati del Levante, ed animato da una volitività jazz di carattere solidamente artigianale.
Note dei Tempi deve la regia almeno autoriale al giocoliere serioso (ma mai davvero troppo, a ben sentire) di ance che, concedendo espressiva carta bianca ai dinamici sodali, almeno in una track conferisce tributo all’autorevole partner (d’altre progettualità) Franco D’Andrea. En passant, non appariranno infatti del tutto casuali certe assonanze con alcune soluzioni acustiche del vecchio Perigeo – tra gli altri possibili riferimenti, che comunque non più di tanto sembrano pesare nel flusso ispirativo e nel gioco di scambi di tre solisti alquanto indipendenti nel conferire forma ad un progetto originale, segnato da trame spezzate e limitato ossequio alla fruizione ordinariamente intesa.
Non poggiano insomma su forme plastiche o s’irradiano di solarità superficiale i tre di Quilibrì, animando la materia naturale delle percussioni, l’arguzia comunicativa e la fremente pulsione esplorativa dell’ancia e della chitarra ispanica: nella “forma di dialogo a tre”, punti d’amalgama e voci indipendenti s’avvicendano lungo una vivida e diversamente fruibile formula, percorsa e spezzata da passaggi non-lineari, in un difficile ma compiuto bilanciamento tra osticità di segno e pittorico calore.