ITA JazzConvention.net, Flavio Caprera (apr.2020)

Cosa ci sarebbe da dire su Luca Flores che non sia già stato detto? Cosa ci sarebbe da scrivere su Luca Flores che non sia già stato scritto? Forse più nulla, se non registrare con grande gioia, e amarezza allo stesso tempo per la sua perdita prematura, un album doppio che conferma e ci ricorda il suo enorme talento e cosa ha perso il jazz italiano e non solo con la sua fuoriuscita. Auand Records, con coraggio e plauso, ha pubblicato con il contributo di Paolo Flores, fratello di Luca, e il mastering di Alessandro Galati, una serie di brani in piano solo che confermano ancora una volta le capacità pianistiche e compositive di Flores, musicista colto dal profilo post bop ma dalle attitudini e sintesi moderne. Innocence contiene sedici brani inediti di cui alcune sue composizioni e altrettante cover che vanno da Bud Powell a Monk, da Parker a Beirach e a Kern. Flores si destreggia tra improvvisazioni di lunga tenuta e momenti di quiete e riflessività. Il suo fraseggio mai forzuto ma insistente e gentile; le invenzioni sempre melodiose e cantabili unite ad una originale capacità di armonizzare anche pezzi difficoltosi come Work di Monk e Strictly Confidential di Powell. Innocence è il ritratto vivo e genuino dell’arte pianistica di un jazzista il cui ricordo rimane sempre vivo e “ascoltato”. Consigliato!!!