ITA JazzConvention.net, Flavio Caprera (jun.2015)

Giovane talento pugliese, diviso tra l’Italia e New York, Ananda Gari si presenta con T-Duality in duplice veste di leader e compositore. Il disco è realizzato in quartetto e gli sono affianco Rez Abbasi, con il quale ha tenuto un tour in Italia e divide la passione per la musica indiana, e due giganti come Tim Berne e Michael Formanek. Le sette composizioni di Gari sono il frutto di una costante ricerca da parte del batterista che va al di là della musica stessa e si spinge verso la fisica e dunque la matematica. Spiegato così il titolo del disco. Il suo background non è fatto solo di tradizione indiana e jazz, ma anche di teorizzazioni astratte che trasmuta in concreto, nella fase di scrittura, dove cerca di conciliare, equilibrandole, parti scritte e improvvisazione.
Qui concorrono i suoi partner che si lasciano guidare incanalati da arrangiamenti per nulla restrittivi che consentono piena libertà espressiva (Last Drops). Le composizioni di Gari hanno un che di materico, sembrano blocchi in movimento direzionati dai colpi di batteria e nelle cui intercapedini si muovono solitari e discreti il sax e la chitarra di Berne e Abbasi (Trucks). Stessa impressione offre Never Late, in cui lo scandire marziale della batteria, assecondata da basso e chitarra, fa muovere dei monoliti di note. A tale andamento poi subentrano le sortite antimateriche di sax e chitarra. T-Duality procede con coerenza compositiva ed espressiva. La batteria segna la strada, da spazi di libertà interpretativa e creativa, e conclude richiamando il tema (Are You Kidding Me? e Fields). Don’t Forget to Pet Your Cat chiude il disco. È un pezzo riassuntivo di un disco in cui Berne e Formanek si sono messi a disposizione del leader con umiltà e bravura. Abbassi è simbiotico a Gari, il quale dimostra di essere capace e maturo nel guidare anche artisti affermati che nel comporre brani riusciti e dal timbro personale.