ITA JazzConvention.net, Flavio Caprera (mar.2020)

Effetto Carsico è il primo disco da leader del giovane trombettista friulano Mirko Cisilino. Il suo lavoro lo potremmo definire di formazione: in esso confluiscono tutta una serie di generi che vanno dal rock – la scelta di usare il basso elettrico potente e pulsante – e dal folk alle bande di paese, al blues, al jazz, al pop ed al funky. Catalogarlo unicamente come un disco di jazz non gli si fa giustizia e si da un giudizio superficiale. Alla fine, è una rappresentazione della sua personalità di musicista dalla mente aperta e per nulla fossilizzata su un unico genere. Lo potremmo definire un trombettista versatile, che trasforma nella sua musica ogni genere di suono che lo ha colpito o influenzato. Forse per queste sue caratteristiche, il pianista Franco D’Andrea lo ha inserito nel suo nuovo trio. Effetto Carsico è un disco semplice e diretto, privo di pretese ma che riflette esaurientemente la personalità del trombettista. Esso si apre con Autoritratto, un pezzo dinamico e a più voci di jazz contemporaneo, che sovente ha la forza e gli slanci di una big band suonata da un quintetto (e qui Beppe Scardino ci mette molto del suo).
Sono quattordici i brani che compongono questo suo progetto, pezzi per lo più di durata breve, che vanno ascoltati come altrettanti episodi che compongono un’unica narrazione, frammenti di quotidiana realtà. Il suo vissuto non è fatto di slanci metropolitani ma di quieta e ponderata tranquillità data dallo scandire equilibrato ed episodico degli accadimenti rurali ed urbani della sua terra dalla doppia vita, carsica, visibile e nascosta. Così che, dopo l’Autoritratto iniziale, si susseguono episodici il misterioso, laconico e notturno Girotombo; l’inquieto e rock L’ingrato; il decadente e umbratile Morte di un Cactus che si aggancia allo swing dondolante e folk, da banda di paese, di Funerale. La ripresa al suono di un basso marziale in L’ingrato da l’avvio a Essenza, un pezzo che scorre via senza intoppi, con leggerezza, punteggiato nel finale dalla batteria. Ninna nanna ha l’andamento di una nenia ma ad una velocità sostenuta, nel mentre i fiati recitano per ognuno le loro strofe. La bomba atomica arriva giusto in tempo con il suo scoppiettare di fiati e basso per rinvigorire gli animi e porre gli arti in tensione. Poi, un canto accorato di fiati apre Riverbero mentre prende piede il break di basso che a sua volta cede il passo ad un assolo liberatorio di sax. Dopo tanta agitazione Variabile riporta gli animi in uno stato di suadente malinconia che viene spazzata via dal funky/latin di Fenice. Pietra rimette le cose apposto con il jazz, si abbevera di richiami e sfama l’aggressività dei fiati. Uno chiude Effetto Carsico. Il pezzo si riaggancia al brano iniziale e condensa di fatto l’intero disco, ne esalta la scrittura collettiva ed individuale di cui è capace Cisilino, e ribadisce la genuinità delle idee compositive e musicali del trombettista friulano. Consigliato!