ITA JazzConvention.net, Flavio Caprera (oct.2015)

Time Images è il secondo progetto da leader di Matteo Bortone con i suoi Travelers. Il contrabbassista salentino alla guida di un gruppo italo/francese, qui replicato nella formazione, è l’autore dei dieci degli undici brani che compongono il disco. Bortone si conferma essere un compositore con idee precise che sviluppa a cavallo tra il jazz e un rock sperimentale, di natura avanguardistica. Mette insieme, miscela, improvvisazione e sonorità rock attraverso un costrutto musicale fitto di spunti e intrecci sonori che restituiscono un suono d’insieme compatto e ben definito.
Time Images è la prosecuzione logica del disco precedente – lavoro che è stato accolto in maniera molto favorevole dalla critica e dal pubblico – e sviluppa e arricchisce l’insieme di suoni che lo compongono. Gli arrangiamenti sono più corposi e articolati, agevolati dall’aggiunta di altri strumenti che vanno a favorire le parti improvvisate. Il synth e il basso elettrico s’incrociano con gli strumenti acustici arricchendo la tavolozza di nuovi spunti cromatici. Time Images è la rappresentazione musicale del mondo immaginato da Bortone: il suo è un jazz visivo, filmico, che crea o rappresenta immagini che fa muovere nello spazio e nel tempo. Un susseguirsi di frame quotidiani che narrano di momenti rabbiosi e frenetici – quali Sunday Supermarket, Just Play, Wide Blue e la cover di Houses of the Holy – oppure di tranquilla riflessione – come Crackle, Locked Room e Olvidao – o di articolata tessitura come in Broskar e la rarefatta Tourne.
Time Images è un disco che rispecchia appieno la personalità del suo leader: curioso sperimentatore, ricercatore, attento scrutatore della quotidianità, aggiornato sul presente e predisposto verso il futuro. Con bravura riesce ad ottenere un suono d’insieme integrando e valorizzando singole personalità come quelle di Antonin-Tri Hoang, Francesco Diodati e Ariel Tessier. È una prova di maturità, competenza e di idee molto chiare.