ITA JazzConvention.net, Sergio Spada (jul.2014)
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Progetto fortemente voluto dal bassista Niccolò Faraci, una sorta di scelta di vita e di parte del percorso personale esistenziale, più che un semplice disco. Questo lavoro dal titolo curioso e quasi letterario/cinematografico si palesa nella musica di un affiatato quartetto composto da Faraci al basso/contrabbasso con Achille Succi al clarinetto basso (assoluto protagonista di molte tracce) ed al flauto, Lorenzo Paesani alle tastiere e Dario Congedo alla batteria. C’è anche la tromba di Luca Aquino, ospite in un paio di brani, ad arricchire un suono sostanzialmente elettrico e spesso fortemente ritmico e percussivo, distante dalle sonorità del classico swing o del jazz acustico erede del blues, piuttosto vicino a certi suoni rock e ad un tipo di sperimentalismo apparentemente freddo e calcolato. Il che può allo stesso tempo distanziare oppure coinvolgere pienamente, grazie anche alla indubbia perizia strumentale del quartetto, in possesso di un perfetto ed indiscutibile interplay. Nicolò Faraci si assume il ruolo di guida ed ispiratore base del progetto, lasciando ampio spazio alla musica del gruppo e soprattutto al clarinetto basso di Succi, musicista completo e capace di donare al suo strumento tonalità e coloriture sorprendenti.