ITA JazzConvention.net, Sergio Spada (jun.2017)

Domenico Cartago, musicista pugliese di Trani, con questa sua seconda esperienza con Auand mostra di avere davvero le carte in regola per proporsi come uno dei più interessanti pianisti di questi ultimi anni. Non è giovanissimo (ha infatti trentasei anni) come altri notevoli fenomeni del nostro Jazz, egli ha evidentemente avuto tempo di riflettere sulle sue esperienze, di metabolizzare la musica che gli è girata intorno, di affinare i propri gusti, di inserirsi in un percorso del Jazz europeo più che americano, e nordico più che mediterraneo. E adesso, dopo un lavoro d’esordio di due anni fa, più che altro impostato sugli standard, crea un progetto di tutte sue composizioni, profonde, ispirate, di spessore non comune. Accompagnato da Giorgio Vendola al contrabbasso e da Pippo D’Ambrosio alla batteria ci fa salire su un treno, non velocissimo come i più moderni, ma solido ed elegante, riflessivo ed intellettualmente stimolante. Suona su tempi calmi, sincopati, mai caratterizzati da eccessiva urgenza. Chiede ai suoi compagni un lavoro di supporto ispirato e moderno, su tempi cangianti e ritmi incrociati, jazz modernissimo ma carico di storie anche antiche. Ed alla fine Chromos si adagia de tiro di noi fra colori e fluire del tempo, con invidiabile classe trasparente da ogni suo dettaglio. Un lavoro davvero eccellente.