ITA Jazzit, Antonino Di Vita (jan.2015)

Il disco nasce dal desiderio di rendere omaggio al celebre sassofonista americano Dewey Redman, spunto creativo per imbastire un lavoro concettualmente composito. Si rivela quindi azzeccata la scelta di reclutare un sax avventuroso come quello di Francesco Bearzatti, il cui particolare carattere timbrico ha ispirato a Carnovale le linee melodiche che si snodano lungo l’articolata suite presente in “Emersion”. Il divampante pianismo del musicista siciliano (sul cui stile personalissimo ha influito lo studio parallelo della batteria) vive di forti contrasti, tratto peculiare del suo range espressivo: il temperamento, ora lirico e avvolgente ora impetuoso e percussivo, dà vita a un’osmotica partnership con la voce vorticosa di Bearzatti, entrambi incalzati dall’appeal ritmico della coppia Serafini/Colussi. L’opera, costituita da sette tracce autografe, si caratterizza per una narrazione episodica e formalmente mutevole nella quale convergono molteplici linguaggi: vagiti afrocentrici e improvvisi deragliamenti free form (l’estatica Emersion Part 1), riff rock oriented (Emersion Part 2), trascorsi classici (il conturbante piano solo di Kerigma), prog jazz (Shemà) e spigliati temi funkeggianti come la conclusiva Ornette, trait d’union con la figura di Dewey Redman.