ITA Jazzit, Eugenio Mirti (nov.2013)

The Framers è un interessante duo formato da Phil Mer e Andrea Lombardini, che propone un lavoro articolato e multidisciplinare: ogni brano del cd, infatti, è ispirato a un’opera visiva, dal Sogno di Henry Rousseau a Visioni Simultanee di Umberto Boccioni fino ad arrivare alla celebre copertina realizzata da Andy Warhol per l’album “The Velvet Underground & Nico” (opera abbinata naturalmente a Sunday Morning). Il packaging lussuoso (cofanetto cartonato) contiene per ciascuna traccia una scheda: su un verso troviamo la riproduzione dell’opera menzionata e sull’altro informazioni tecniche e una citazione letteraria relativa all’artista in oggetto, rendendo facile seguire il gioco degli accostamenti.
La musica propone groove molto efficaci e ben portati, e la ritmica di Mer e Lombardini è protagonista, come già so ascolta dall’iniziale Il trittico delle delizie o nei sorprendenti accelerando e decelerando che caratterizzano Orologi molli.
L’alto numero di ospiti garantisce una varietà timbrica particolarmente marcata, con arrangiamenti intelligenti e funzionali allo sviluppo dei brani, come dimostrano la parte di Mario Biondi in Paint!, i memorabili interventi solistici di Francesco Bearzatti e le prove vocali dei diversi cantanti coinvolti. Il sound è variegato e spesso strizza l’occhio al funk e al jazz-rock anni Settanta, specie nei suoni di tastiera di Jason Lindner, autore anche di splendidi assolo, come quello contenuto nella traccia I tre musici.
Le composizioni (tutte originali firmate dai due leader, a eccezione di Sunday Morning di Lou Reed e John Cale) sono spesso strutturate accostando due sezioni differenti per sound e intenzione; esemplare in questo senso Il sogno, che a una prima parte costruita sui temi della ballad morbida e notturna fa seguire un ritmo afro trascinante, dal vago sapore jungle. In altri casi i brani sono sviluppati su vamp modali, come nell’allegra e solare Orologi molli, o prevedono temi melodici affascinanti e ben costruiti (si ascolti quello di Visioni simultanee, seguito da un bell’assolo di tastiera, che ne sviluppa ingegnosamente le premesse).
Notevole la rilettura di Sunday Morning: mentre la versione originale dei Velvet Underground sembrava brillante e speranzosa, il brano è qui presentato con un mood notturno e cupo, complice la prova vocale di Malika Ayane.
Nell’insieme si tratta di un lavoro ben congegnato, ottimamente suonato e che si apprezza soprattutto per le diverse chiavi di lettura argutamente organizzate da Mer e Lombardini.