ITA Jazzit, Luciano Vanni (nov-dec.2012)

È il secondo cd inciso dal quartetto Neko di Francesco Diodati. Un capolavoro formale: tutto è gestito con grande cura e sapienza, dalle numerose risorse timbriche proposte all’impianto compositivo ed espressivo, fino alle singolari metriche adottate. “Need Something Strong” è un’opera tout court come dimostra la title-track. Una piccola suite che, dopo un tema tiratissimo, ospita una sezione a forma chiusa basata su un giro armonico con scomposizioni in terzine, prima di tornare al tema iniziale. La musica è cantabilissima (è il caso della ballad di struggente malinconia Loop Bed, concepita in 12/4 e con Diodati che si alterna alla chitarra sia acustica sia elettrica, dialogando con loop) ma anche evocativa (l’eccentrica Hold The Dream), dal vago sapore latineggiante (Teru, composta su un ciclo armonico che si ripete), eterea (si ascoltino i vasti spazi in Before October) e rockeggiante (ad esempio nella rielaborazione di Very Ape dei Nirvana). In genere mancano griglie armoniche predefinite e si procede per accumulo di temi: con questa prassi operativa Diodati rielabora Brilliant Corners di Thelonious Monk, trasfigurata nell’esaltazione dei suoi celebri riff che tornano in vita con una rinnovata forza dirompente.