ITA Jazzit, Sergio Pasquandrea (nov.2008)

La Auand è un’etichetta abituata a centellinare le uscite: questi due dischi sono rispettivamente il quattrodicesimo e quindicesimo di una serie cominciata sette anni fa. Una lentezza premiata però dalla qualità del catalogo, che annovera nomi di assoluta rilevanza e titoli sempre di gran livello.
“I Like Too Much” vede Gaetano Partipilo affiancato da due nomi fra i più interessanti della giovane scena newyorkese, il chitarrista Miles Okazaki e il batterista Dan Weiss (i lettori di Jazzit li ricorderanno su “Mirror”, uscito l’anno scorso, a nome di Okazaki, in allegato alla rivista). Registrato live a Sogliano (LE) nell’agosto 2007, durante il festival “Locomotive” di Raffaele Casarano, il disco rifugge dalle più facili scorciatoie per avventurarsi in una musica basata sull’interazione di gruppo, sulla libera ricerca improvvisativa e allo stesso tempo (non sembri un controsenso) sulla raffinatezza della composizione. Ne è un esempio l’eterea rilettura di un canone bachiano (Canon per tonos) che poi sfocia nella title-track, un lungo e inquieto brano a firma di Okazaki; o Ingratitude di Partipilo, dall’ipnotico riff circolare che sembra richiamare certe cose di Dave Holland; o ancora Dave Moss di Weiss, con il suo spigoloso e zigzagante tema post-bop e il suo travolgente crescendo finale. Il tutto tenuto sotto controllo, anche nei momenti di maggiore intensità, dal rigore formale e dall’attento ascolto reciproco che contraddistingue i tre musicisti.
[…]