ITA Jazzit, Vincenzo Martorella (may/jun.2004)

Registrato dal vivo nel corso di tre esibizioni di questo formidabile duo, la nuova produzione dell’attivissima Auand propone un disco denso, a tratti spigoloso, ma di gran fascino. Paolo Angeli e Antonello Salis, si sa, sono musicisti poco ordinari, incontornabili, mossi e agitati da un’attivissima, fremente, saettante creatività, sviluppata non già a partire dal materiale a disposizione, ma dal reciproco interscambio. I brani eseguiti, infatti, altro non sono che improvvisazioni libere, spregiudicate, geniali, e costruite, in primo luogo, a partire da un arsenale: Angeli è un vero fabbricatore di suoni, uno sperimentatore coloristico (e rumoristico) con pochi eguali. Salis, pur lavorando su strumenti tradizionali, altera il suono intervenendo massicciamente – massicciamente – sulla tessitura sonora di piano e fisarmonica. Ma la magia dell’incontro cresce e si materializza in virtù di una profondissima sintonia tra i due, di una capacità di dialogo a tratti sovrannaturale. Ora materica, ora spigliata e coinvolgente, la musica scorre urgente e necessaria. Addirittura inevitabile.