ITA Jazzitalia.net, Antonella Chionna (jan.2016)

Ho sentito una volta che i moderni audiofili credevano che nel corpo ci fosse un residuo minuscolo, inamovibile, posto all’estremità interna dell’orecchio. Si chiama “riconoscenza” e non si liquefa, nel marasma musicale contemporaneo, ma riecheggia al grido di battaglia dei Luz: Polemonta.
Il trio italiano, prodotto dall’etichetta pugliese Auand records, non esita a imporre la propria voce nei settanta minuti che caratterizzano questo esordio discografico, impreziosito dalla collaborazione con la violoncellista americana (associata all’AACM di Chicago) Tomeka Reid: a patto che di esordio sia possibile parlare; altrettanto notabile è l’indiscussa presenza di Giacomo Ancillotto alla chitarra, Igor Legari al contrabbasso e Federico Leo alla batteria.
E’ questo un progetto ambizioso, di spessore non esclusivamente musicale: valenti le analogie socio-letterarie che pregnano il concept, tali da condurre l’ascoltatore nel luogo d’una musica tangibile, affondante le radici nella tradizione afroamericana senza tralasciare l’influenza d’atmosfera europea, in particolare mediterranea; tale eclettismo stilistico si rintraccia nel sound di base del trio capace di gestire la vena lirica, dal gusto raffinato, di Ancillotto attraverso l’incalzante dialettica dinamica di Legari e Leo.
A tal proposito colpiscono: “Frate Mitra” in cui il triplice, estensivo prologo del pezzo (“Frate Mitra #1” – “Frate Mitra #2”) sottolinea il legame con la portanza d’un violoncello d’eccezione che confonde, a tratti, le sfumature tematiche della chitarra per condurre l’ascoltatore a un apparente primo movimento melodico in cui emerge l’approdo timbrico del carismatico Legari, “Zdenek” e “Polemonta” in cui lo stesso, questa volta duplice, “pro-epilogo” (“Zdenek #1” – “Polemonta #1”) affranca il ruolo di Leo in favore d’una periodicità melodica ben più che cantabile e “La notte ha mille occhi”, il reminiscente tributo poetico che gode dell’oculato arrangiamento di Ancillotto.
Un disco hardcore, illuminato: durevole.