ITA Jazzitalia.net, Roberto Biasco (jun.2013)

Mirko Signorile, classe 1974, vista la sua vasta esperienza in ambito nazionale ed internazionale, pur avendo superato ormai da tempo il ruolo di “promessa”, resta, ancor giovane, nel novero dei talenti emergenti del jazz italiano. A circa tre anni di distanza dal precedente “Clessidra”, il pianista pugliese arriva al traguardo del suo sesto album da leader, “Magnolia”, alla guida di una formazione singolare, con due strumenti ad arco – violoncello e contrabbasso – ed il sostegno ritmico di batteria e percussioni.
Un ensemble atipico, ma funzionale alla ricerca espressiva perseguita da Signorile: un lavoro non immediatamente etichettabile, nel quale la composizione e l’arrangiamento – tutti i brani sono originali – prevalgono sull’improvvisazione, laddove il linguaggio jazzistico rimane piuttosto sullo sfondo, denominatore comune – non troppo esibito – tra i musicisti in campo. Una musica spesso malinconica e sognante, dai toni intimisti, che nelle intenzioni dell’autore rimanda ad un mondo di favola visto con lo stupore degli occhi di una bimba; una ricerca melodica ed armonica più vicina alle suggestioni di una colonna sonora che al jazz, con una dimensione evocativa e descrittiva, quasi “cinematografica” dei brani musicali. La reiterazione delle frasi musicali e l’ampia cantabilità di alcuni passaggi, spesso vicini alla forma-canzone, sembrerebbe invocare – quasi pretendere – la presenza di un testo e di una voce a completarne la struttura. Nel suggestivo “Il giro della testa”, vetta espressiva dell’album, compare a sorpresa il fischio e la voce preziosa di Giovanna Carone che, valorizzando la linea melodica, riesce a toccare le corde dell’emozione.