ITA Jazzitalia.net, Vincenzo Fugaldi (jan.2014)

Miglior nuovo talento nel Top Jazz 2010, già noto per aver pubblicato nel 2009 il cd «Lightwalls» per l’etichetta Dodicilune, Graziano transita ora ad altra etichetta pugliese, quella di Marco Valente. E se nel primo cd la formazione era un trio con Ares Tavolazzi e Stefano Tamborrino, qui compare invece un quintetto con la presenza di due fiati statunitensi particolarmente noti come Binney e Speed. La presenza di tali nomi (insieme al confermato batterista e a un contrabbassista tra i più entusiasmanti apparsi negli ultimi anni sulla scena italiana, Gabriele Evangelista) creano aspettative non da poco. Aspettative tutte confermate: tolte un paio di brevissime improvvisazioni collettive non memorabili, questo cd, contenente tutte composizioni originali del leader, è un piccolo capolavoro. Graziano è compositore di rilievo, e ogni brano convince per la costruzione mai banale, per il compiuto svolgimento tematico e gli inserimenti di spazi improvvisativi di grande creatività. Preziosissimi, come ovvio, gli interventi dei due sassofonisti, tra i migliori in circolazione, che assecondano con entusiasmo gli stimoli offerti dai brani, intrecciando i loro fraseggi con cura solerte.
Un’ennesima prova, semmai ce ne fosse ancora bisogno, del livello altissimo oggi raggiunto dal jazz italiano, che ha superato da tempo ogni timore reverenziale nei confronti di quello americano. Il brano finale, per solo pianoforte, fa sperare in una futura prova discografica solistica di Graziano, che si conferma anche strumentista di primissimo ordine.