ITA La Nazione, Michele Manzotti (apr.2020)

Da Siena alla conquista della scena jazz internazionale. Grazie a una costante attività dal vivo e, da poco tempo, grazie a un disco che rappresenta l’esordio a lunga durata del contrabbassista, in veste anche di compositore e di leader. Di Michelangelo Scandroglio, classe 1996, è appena uscito “ In The Eyes of the Whale” per Auand Records (distribuzione Goodfellas). Un album che lo vede affiancato da Alessandro Lanzoni al pianoforte, da Bernardo Guerra alla batteria, dalla tromba dell’americano Hermon Mehari, con ospiti il chitarrista londinese Peter Wilson, e i sassofonisti Michele Tino e Logan Richardson. Un disco giustamente ambizioso dato che è il risultato di un lavoro di composizione ed esecuzione che ha portato Scandroglio a vincere il Conad Jazz Contest a Umbria Jazz lo scorso anno e poi ad aggiudicarsi il bando di Nuova Generazione Jazz. E a proposito di nuove generazioni, si percepisce dalla tracce l’energia di musicisti già affermati nonostante la giovane età che trovano nelle composizioni di Scandroglio il mezzo migliore per evidenziare la loro tecnica, Pezzi con una solida base nel passato, ma con sonorità attuali e che lasciano intravedere ulteriori sviluppi nelle capacità di Scandroglio. ll quale si pone come primus inter pares con i colleghi, ritagliandosi spazi melodici come nel caso dell’introduzione di I Kill Giants. Citiamo anche l’iniziale Noah, la traccia titolo, e la complessa When The Glimpses Are True dove non mancano sonorità rock. Un esordio discografico che è molto di più di una promessa.