ITA La Nazione, Michele Manzotti (jul.2020)

Flores e il suo Innocence
Registrazioni inedite tornano alla luce

Ormai sono venticinque anni che Luca Flores è scomparso. Era uno dei pianisti italiani più talentuosi, che aveva trovato nel jazz il mezzo migliore per esprimere la sua arte. La discografia recentemente si è riempita di un altro tassello: sedici tracce inedite incise tra il 1994 e il 1995 sono tornate alla luce grazie a un ritrovamento avvenuto nel 2016 e alla collaborazione di familiari e amici di Flores. Ne è uscito un album dal titolo «Innocence», doppio Cd pubblicato dall’etichetta Auand con distribuzione Pirames. Come racconta il fratello di Luca, Paolo Flores, queste tracce erano state pensate dal pianista nella seconda metà del 1994 per un disco dedicato alla sua infanzia in Mozambico, e che avrebbe dovuto intitolarsi proprio «Innocence». Le tracce alternano standard e composizioni originali e sono state in gran parte registrate al Planet Sound di Firenze da Stefano Lugli oltre che masterizzate nel 2018 dal collega e amico Alessandro Galati. Il grande gusto della melodia di Flores e il suo tocco sublime, difficilmente eguagliabile, si possono ammirare nei brani scelti di Bud Powell, Charlie Parker e Thelonious Monk così come negli originali Blues, Ladder, Coincidenze #1 fino a Silent Brother (dove compaiono elementi bachiani) che chiude degnamente questa raccolta preziosa.