ITA La Rivista, Luca D’Alessandro (jun.2014)
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Eccellenza made in Italy – La proposta del contrabbassista Niccolò Faraci è collegata ad un sogno fatto dall’artista stesso nel 2011: “in quel sogno comparse un essere strano, proveniente dalla Penisola dello Yucatan nel Messico”, spiega Faraci. Si tratta di un’esistenza appartenente a un’altra epoca, che l’ha fatto riflettere sul proprio passato e l’ha ispirato all’ideazione di una storia nuova. “Una mia storia personale che sorge al di fuori di ogni convenzione o norma esistente, e che ha nulla a che fare con la nostra storia comune.” Per la registrazione di It Came To Broadcast The Yucatan, Faraci si è fatto rinchiudere insieme ad altri musicisti in una casa di campagna nei pressi dell’Aeroporto di Malpensa. Per Faraci il risultato può essere considerato come la propria opera di maggiore importanza, sia nella filosofia di base sia nella stesura di ogni singola composizione. Il progetto ha gettato le proprie basi sul desiderio di creare un suono unico, caratterizzato dall’utilizzo di un luogo di registrazione non convenzionale con le sue particolarità acustiche.