ITA mellophonium.it, Adriano Ghirardo (feb.2017)

Dietro al successo di una casa discografica indipendente si trova, certamente, un mix di passione, talento e voglia di non piegarsi alle leggi del mercato. L’etichetta pugliese Auand, fondata nel 2001 da Marco Valente, dimostra coi suoi 15 anni di (r)esistenza e riconoscimenti di critica e pubblico di saper rappresentare al meglio quella scena jazzistica moderna ed aperta alle contaminazioni ma memore della tradizione. Esce oggi, in versione digitale, il resoconto del minitour newyorkese intrapreso nel 2011 per festeggiare il decennale della label. Dieci alfieri del jazz italiano colti in altrettanti concerti, talvolta in proficue collaborazioni con importanti musicisti internazionali, mostrano la vitalità della nostra nuova generazione. Nelle otto tracce possiamo ascoltare, dunque, Francesco Bearzatti (sia con la struggente “Hope” eseguita dai Sax Pistols che con l’arrangiamento di “Virus” per un ensemble allargato) e Gaetano Partipilo in trio col chitarrista Miles Okazaki e Dan Weiss alla batteria. Gli amanti delle sei corde più avventurose saranno solleticati dalle esibizioni di Gabrio Baldacci (in duo con Tim Berne), Francesco Diodati col progetto Neko e Walter Beltrami (insieme a Bearzatti, Gallo e Jim Black). Il gruppo Newsreel di Ohad Talmor e Giancarlo Tossani Synapser completano un programma di musica fresca e stimolante. In attesa di festeggiare il ventennale nel 2021 Auand continua ad offrire nuovi talenti. E la vittoria del trombonista Filippo Vignato nel recente Top Jazz non è, ovviamente, frutto del caso.