ITA mellophonium.it, Marco Scolesi (nov.2015)

Francesco Diodati, chitarrista, rappresenta una delle più belle realtà del nuovo jazz italiano. Non a caso Enrico Rava lo ha voluto con sé nel suo nuovo quartetto. Diodati, però, ha già pubblicato diversi progetti a suo nome, come quest’ultimo “Flow, home” che esce per la Auand, da sempre attenta ai talenti emergenti. Registrato con il quintetto Yellow Squeeds (composto da Enrico Zanisi al pianoforte, Enrico Morello alla batteria, Glauco Benedetti al bassotuba e Francesco Lento alla tromba) ha nella ricerca di un baricentro emotivo il suo concept. Una formazione che è l’unione di tante anime e stili diversi che fornisce alle composizioni di Diodati una gamma di timbri e colori dalle innumerevoli possibilità espressive. Il cd è composto da nove tracce che raccontano un percorso umano ancora in divenire. Indefinito ma non per questo irrisolto, con i suoi naturali arresti e ripartenze, il bisogno di stabilità e la necessità di ritrovarsi in un immaginario buen retiro che è più un luogo interiore che reale. Tutto questo riesce a riflettersi con semplicità nelle scelte compositive di Diodati, capace di architetture sonore ariose e mai scontate, a tratti quasi eteree, ben rese anche dalla scelta di utilizzare il bassotuba anziché il contrabbasso per dare la giusta profondità ai propri brani. Con questo lavoro Diodati ci offre la conferma delle sue potenzialità espressive. Bene aveva fatto la rivista Jazz It che nel 2013 e nel 2014 lo aveva votato miglior chitarrista dell’anno. Il futuro del jazz italiano è in buone mani.