ITA Musica Jazz, Boddi (jul.2011)

Il disco colloca Beltrami tra i compositori più originali apparsi ultimamente sulla scena nazionale. Bppv ne rivela subito alcuni tratti distintivi: un’impronta elettrica riconducibile – anche per l’impiego del violoncello – al Frisell di «Loo-kout For Hope» e «Before We Were Born»; l’adozione di un rock beat scandito con intelligente sottigliezza da Black; i pregnanti spessori di Takeishi; l’efficace funzione di disturbo di Courtois; la componente rhythm’n’blues del tenorismo di Bearzatti, vicino anche all’Ayler di «New Grass» nell’uso di acuti e sovracuti.
Lilienthal, in virtù del riff e del beat incalzanti, suggerisce perfino paralleli con Naked City e Last Exit: qui le distorsioni assegnano al violoncello il ruolo di seconda chitarra. L’atonale What ls ha un attacco ornettiano, mentre i concitati intrecci di Seamont’s Manoeuvre si riallacciano alla poetica dell’M-Base. L’improvvisazione collettiva di Unexpected Visit è animata da sprazzi di colore su un’atmosfera sospesa, mentre l’acustica YouSee, con gli arabeschi del clarinetto, costituisce un’oasi di pace in mezzo a tanta tensione.