ITA Musica Jazz, Enzo Boddi (nov.2015)

Auand ha la vista lunga
Il portoghese Joao Lencastre fa prevalere le doti di compositore su quelle di batterista, qui affiancato da un giovane maestro del contrabbasso come Thomas Morgan. Completano il gruppo Phil Grenadier (tr.), David Binney (alto), Jacob Sacks (p.) e André Matos (chit.). Si apprezzano la coralità e la disciplina del collettivi e certe asciutte melodie.
Sulla scia di “Playing In Traffic” (Auand, 2009), Steve Swallow, Ohad Talmor e Adam Nussbaum riannodano i fili di una trama fatta di finezze timbriche e melodie lucenti, quesi tutte firmate da Swallow e Talmor, il quale rievoca al tenore certi tratti distintivi di Warne Marsh e Jimmy Giuffre. Tale poetica impreziosisce le interpretazioni di Ups And Downs di Carla Bley, Carolina Moon e You Go To My Head.
Giancarlo Tossani si conferma compositore di vaglia, incline a sconfinare con rigore in territori atonali. Il compito è brillantemente risolto grazie alla fertile dialettica di Ralph Alessi (tr.) e Achille Succi (alto, cl.) e alla sintonia tra Tito Mangialajo Rantzer (cb.) e Cristiano Calcagnile (batt.).
Forte di alcune originali idee compositive, Paolo Bacchetta appartiene a quei chitarristi capaci di conciliare le istanze contemporanee (nel linguaggio e nella gamma timbrica) con la lezione dei maestri, nell’economia del fraseggio. Qui è coadiuvato da un superbo Piero Bittolo Bon (alto, cl.), Giacomo Papetti (b. el.) e Nelide Bandello (batt.).
Forefront è animato dalle composizioni di Jack D’Amico (p., p. el.), caratterizzate da numerose reminiscenze ree. Spiccano la disinibita ritmica – Umberto Lepore (cb., b. el.) e Marco Castaldo (batt.) – e l’approccio corrosivo di Antonio Raia (ten., alto).