ITA Musica Jazz, Enzo Boddi (nov.2019)

Al disco d’esordio come titolare, il 29enne chitarrista senese dimostra di avere le carte in regola, particolarmente sotto il profilo compositivo. Uscito dai seminari di Siena Jazz, dove è stato allievo di Roberto Nannetti e Roberto Cecchetto, Fiorenzani possiede un fraseggio senza fronzoli (cui riserva spazi limitati) e una scrittura articolata, dotata di un’equilibrata ripartizione tra le voci. Questo gli consente di risolvere il non facile rapporto tra chitarra e piano nel contesto del quintetto, e di creare percorsi agevoli per Succi. Come sempre, quest’ultimo si conferma geometrico, zigzagante, tagliente e vagamente ornettiano al contralto (vedi From Now On); incisivo al clarinetto basso nella creazione di unisoni e bordoni.

Spiccano le dense ed efficaci costruzioni modali di Oslo e The Saviour, nonché la pulsazione tribale, sanguigna di Madiba’s World, in cui è incastonato un estratto di un discorso di Nelson Mandela. Una nota di merito va all’eccellente lavoro della ritmica, con un Guerra – uno dei più promettenti batteristi della nuova generazione – prodigo di figurazioni e dinamiche variegate. Al che, anche il tema di A Son Never Forgets – affidato alla voce di Camilla Battaglia – risulta tutt’altro che prevedibile.