ITA Musica Jazz, Fabrizio Versienti (jun.2010)

Il pianista, compositore e improvvisatore Mureddu, molto attivo in Finlandia dove si è trasferito per prendere un master in nuove tecnologie alla Sibelius Academy, si muove in una zona di frontiera che lambisce i territori dell’improvvisazione radicale, della musica contemporanea e del post rock. Questo trio, Chant, fondato anni fa in Italia con Borghini e Calcagnile, si basa sul presupposto di usare ogni possibile tastiera, antica e nuovissima, dal clavicembalo all’organo passando per il pianoforte (all’occorrenza scordato in tempo reale) e l’elettronica, in un tessuto musicale assortito timbricamente quanto elusivo e sfuggente. Dando fondo a un montaggio istantaneo di schegge musicali dove il preordinato e l’aleatorio si confondono inestricabilmente, Chant costruisce un paesaggio mutevole dove si colgono echi di avanguardie rock anni Settanta come di Mogwai e Tortoise (The Dark Cave), il jazz trio alla Bill Evans può cedere il passo a una dura scansione pro (Hold Old Wine) mentre l’Orfeo di Monteverdi si trasforma in un suggestivo spunto tematico (Postcard From Italy).