ITA Musica Jazz, Libero Farnè (apr.2017)

E’ già significativo il titolo di questo cd, che appartiene alla produzioni della Auand più attenta al fermento creativo dei giovani gruppi italiani. La componente elettronica non è radicale e totalitaria ma si sovrappone perennemente a quella acustica tra assonanze e contrasti, donando un carattere determinante con effetti avvolgenti e incantatori. Dall’incrocio di queste due componenti nascono riverberi, impasti timbrici e dinamici che talvolta possono sembrare disturbanti e astrusi, ma che invece è il caso di percepire come la naturale evoluzione di una ricerca sonora che tende a esprimere le contraddizioni e la complessità del panorama acustico che ci circonda oggi. Ognuno dei membri del quartetto manovra anche synth analogici, drum machine e altro, coi quali inquina trasforma, offusca, amplia la pronuncia di piano, chitarra, contrabbasso e batteria. Ovviamente alle spalle del lavoro d’esordio del giovane chitarrista siciliano e della sua concezione si possono scorgere tanti riferimenti, come dimostra anche la cover di Nude dei Radiohead. L’aspetto compositivo (la maggior parte dei brani è del leader) e quello melodico, che pure sono presenti e apprezzabili, non costituiscono comunque la qualità prevalente di “Revert”, che invece consiste, come si è detto, in un frastagliato, contraddittorio e possibilista affresco sonoro, raggiungendo tuttavia un’unitaria composizione degli opposti. Superati gli otto brani ufficiali, dopo molti minuti, compare una ghost track che rappresenta un’emblematica sintesi delle propensioni del gruppo.