ITA Musica Jazz, Lorenza Cattadori (jun.2016)

Con un nome così intimamente legato all’idea di “connessione”, il quartetto Synapser persegue da una decina d’anni la propria idea estetica anche attraverso espedienti subliminali come le bellissime immagini legate ai tre album che ne definiscono il percorso creativo, grazie anche alla buona intesa con l’etichetta Auand. L’uomo a gambe in su nel 2004 per “Beauty Is A Rare Thing” (una vera e propria dichiarazione di intenti), le ombre di “Coherent Deformation” di due anni più tardi e infine l’abbandono, tra il lirico e lo scanzonato, delle figure sulla cover di questo “Newswok” (2015), diventano veri e propri topi anche nelle composizioni di Giancarlo Tossani. Che infatti è un incedere non convenzionale, pieno di anfratti angolosi ricchi di fascino, cui ci si arrende divertiti e stremati dall’impeto comunicativo: dunque non è soltanto la “scena americana” ad apparire in questo complesso panorama sonoro.
Il gruppo è assai coeso e guai a chi lo tocca. Alla sezione ritmica, formata da Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e dal prisma di corpi sonori domato da Cristiano Calcagnile, fanno da equilibrio i fiati – sempre densi di carisma e opportunità – di Achille Succi, cui in “Newswok” corrisponde un dialogo fervido e stimolante da parte della tromba di Ralph Alessi (rimpiazzato a volte nei live italiani da Gabriele Mitelli, con la stessa perfetta idea ricercata vaghezza).
Già al primo ascolto (in cuffia, ad alto volume) il lavoro crea qualche sinapsi interessante, sin dall’attacco nel registro basso che caratterizza il primo pezzo e al quale fanno seguito i fiati: star fermi con la testa sembra impossibile. Quando poi ci siamo tolte le cuffie, abbiamo scoperto che anche a basso volume questa musica non per un’oncia della sua intensità, e il fitto fraseggio tra i musicisti rivela anche una certa piacevole distonia. Per contro, in terza battuta, abbiamo sparato al massimo i bassi, finendo per chiudere gli occhi a accasciarci dalla concentrazione, proprio come gli strani personaggi in copertina!
in questo senso assai rivelatori sono brani come Click To Play e Silence, fino ad arrivare al tema aperto di Minimal Overload o alla ghost track cui si accenna in questo numero durante l’intervista di pagina 37.
Un ascolto coinvolgente ed evocativo: naturalmente siamo curiosissime di conoscere le prossime mosse della band.