ITA Musica Jazz, Mario Evangelista (apr.2015)

I Sudoku Killer di Caterina Palazzi sbarcano in casa Auand, generando un connubio perfetto con questo quartetto italiano capitanato dalla contrabbassista romana che non smette di stupire. Finalmente nel panorama italiano appare un disco rabbioso e ansioso di non fare prigionieri, che grida quello che c’è e che dovrebbe esserci, facendo del suono la metonimia dell’esistere, divisa tra rabbia e dolcezza. Palazzi ha raggiunto ormai una vena compositiva personale e raffinata, che si pone come naturale evoluzione del precedente album. La sostituzione di Danielle Di Majo con Raia contribuisce sicuramente a ispessire il suono della band. Ancillotto prosegue nella ricerca di una personale visione della chitarra – non chitarra mentre Chiavaro fa sfoggio di un drumming bifronte, tra i Jazz Messangers e i Green Day.
Non ci si aspetterà dunque un risultato morbido: è ferino ma allo stesso tempo accattivante e porta l’ascoltatore a ripercorrere tutto ancora e ancora, trasportato dal grande peso emotivo del suono. Forse proprio questo è il jazz contemporaneo, che rifiuta lo stile cogliendo l’essenza emotiva della tradizione e del presente.