ITA Musica Jazz, Sandro Cerini (apr.2018)

Un trio nuovo di zecca – e un pianista al proprio disco jazzistico d’esordio – ci servono su un piatto d’argento una graditissima sorpresa in apertura d’anno. Locatelli, reggino, è pianista di estrazione prevalentemente classica, con esperienza concertistica di buon rilievo. Ciò non gli impedisce, anche grazie all’accurata scelta di due partner di assoluta eccellenza – in grado di interloquire con lui in modo assolutamente paritario, dispiegando un interplay di grana davvero finissima – di sviluppare un’opera prima di logica ferrea, stretta pertinenza idiomatica e grande personalità, di suono e di idee. Otto composizioni originali, in perfetto equilibri tra tensione e distensione, struttura formale e misurato senso di libertà, senza traccia alcuna di sdilinquimenti, consentono al leader di dimostrare nitidamente il proprio talento, allo strumento e di scrittura. Sin dall’apertura di Fizzle, Deed Slow, Whistle, appare evidente il senso di un’urgenza espressiva davvero non usuale, che si mantiene per tutto il disco. Toward Backward offre un percorso segmentato e vertiginoso, mentre il brano eponimo è fresco e incalzante. Non mancano ballate di sapore niente affatto scontato, a conferma che Locatelli non è un concertista in prestito (Path, Like A Gentle Mood). Come già detto, Evangelista e Morello sono parte essenziale della riuscita di un album sontuoso, tutto da ascoltare.

DISCO DEL MESE