ITA Musica Jazz, Sandro Cerini (dec.2014)

Nel sorprendente esordio da leader il giovane batterista concretizza le esperienze maturate sinora: prima di questo disco aveva partecipato a registrazioni con Mark Turner e Stefano Battaglia, suonando anche con Mike Melillo e Miles Okazaki, tra gli altri. L’album rivela una precisa valenza compositiva, che si aggiunge all’apporto degli ospiti di grido (ai quali va tuttavia riconosciuto grande merito per l’ottima riuscita finale). Gari riserva estrema attenzione alla equilibrata costruzione dei brani (anche sotto il profilo della complessità ritmica) e alla individuazione dei materiali tematici di base, favorendo in tal modo pure la riuscita delle improvvisazioni successive (ottime, tali da risolvere qualche ruvidità iniziale di troppo), poste in perfetto bilanciamento con le parti scritte.
In questo si rivela l’ovvia centralità di Berne ma va anche segnalata l’ottima prova di Abbasi (che con Gari condivide un forte interesse per la musica indiana, spesso esplicito sottotesto), sempre ispirato e fluido nel fraseggio. Formanek è un pilastro irrinunciabile. Ottime sono l’incalzante Trucks, la più assorta Never Late e la lunga (e articolata) Fields.