ITA Musica Jazz, Sandro Cerini (oct.2015)

Il trio Libero Motu dichiara (quasi) programmaticamente e sin dal titolo i propri intenti, nell’associare un certo aggancio alla tradizione con la propria visione della musica improvvisata, piuttosto articolata e di certo non casuale. Ne fanno fede anche le parentesi di apertura e chiusura, due versioni cameristiche e sospese di It Never Entered My Mind e Skylark, che incorniciano gli otto brani originali, sei dei quali raccolti in due suite.
La musica è sempre inquieta ed esplorativa, anche se non priva di momenti più incalzanti (Frydian Alcoholic Concept). Colpisce in modo particolare il lungo momento centrale (Halloumi-Spati-Gustave), nel quale il trio dimostra di possedere appieno – come propria cifra stilistica trasfusa in un suono fortemente originale – un suggestivo interplay, che fonde le tre personalità dialoganti in un flusso unico, pur mantenendo a ciascuna di esse le prerogative di una forte assertività.
Un plauso particolare all’edizione, in vinile a tiratura limitata e dalla splendida copertina: non soltanto un fatto di moda.