ITA musicalnews.com, Paolo Ansali (nov.2015)

La contrabbassista romana Caterina Palazzi torna con un nuovo album a cinque anni di distanza dal precedente dove le sonorità jazz si contaminano ancora di più con influenze che vanno dal noise al post-rock sino alla psichedelia.
Caterina Palazzi con il precedente album Sudoku Killer si era segnalata come una musicista originale e fuori dagli schemi ma con Infanticide (Auand) si spinge ancora di più in territori inesplorati. A partire dal titolo che riprende Incesticide dei Nirvana. La formazione oltre a Caterina è composta da Giacomo Ancillotto (chitarra), Maurizio Chiavaro (batteria) e Antonio Raia (sax). I cinque lunghi brani del disco mettono in luce la bravura dei musicisti nel passare da momenti elettrici e quasi forsennati in altri melodici e pacati. L’influenza principale come nel precedente lavoro sembra essere quella del grande John Zorn che con i suoi Naked City riusciva ad alternare l’hard-core giapponese e le cover di Morricone.
Sudoku Killer inizia con un urlo e l’attacco può ricordare qualcosa dei King Crimson di “20th Century Schizoid Man”. E’ disponibile anche un video in cui si vede un feto in evoluzione. La successiva Hitori ha un movimento lento e avvolgente, quasi psichedelico. Si riprende fiato con Nurikabe, un passaggio dai toni malinconici. In Futoshiki si sente il suono cupo del contrabbasso e il sax apre una notevole melodia nella parte centrale. La conclusiva Masyu ha degli affascinanti scenari notturni ma all’improvviso parte una cavalcata nervosa.
Il disco è consigliato a tutti, anche chi non ascolta usualmente jazz troverà sicuramente degli stimoli interessanti. E’ una formazione da ascoltare soprattutto dal vivo con Caterina quasi coperta dal suo enorme e seducente strumento. Trovano la loro espressione migliore sul palco e spesso sono in giro.