ITA MusicaNews Cosenza, Amedeo Furfaro (mar.2019)

Arriva fresco di stampa dalla Auand di Bisceglie, è il disco del sassofonista e compositore Massimiliano Milesi. La sua opera prima, Oofth, presentata a Bergamo Jazz il 22 marzo, è una produzione effettuata in collaborazione con la UR Records. Ispirato alla novella The Ifth of Oofth di Walter Tevis, l’album è zeppo di riferimenti alla musica dei film di fantascienza nel traghettare in lungo e in largo le immagini sonore evocate, fra il surreale e il siderale.
Il quartetto comprende Emanuele Maniscalco (sintetizzatori, wurlitzer), Giacomo Papetti (chitarra bassa, basso elettrico) e Filippo Sala ( batteria).
Ma superiamo la schematicitá dell’elencazione dei musicisti per dire che tastiera e sezione ritmica hanno una notevole forza gravitazionale e soprattutto “comunicano” l’anelito alla quinta dimensione, quella della coscienza fuori dai limiti di spazio e tempo, che sono rispettivamente terza e quarta dimensione, che è un pò il topic principale dell’album. Un concetto che aveva affascinato persino i Byrds oltre al gruppo omonimo famoso per Aquarius. Ma qui la proiezione rigenerante sposta le lancette in avanti. Lo stesso Milesi, ascoltato di recente nei Doble Cut con Tino Tracanna, appare completamente diverso all’interno di una cornice di suoni fanta/scientifici evocati da un preciso modello letterario.
E, pur essendo un veterano dei concerti e delle incisioni, ha aspettato l’occasione giusta per “esporsi” in prima persona. Giusto evitare (situazioni) replicanti e costruirne di originali. Specie se si ha in mente un’idea d’avvenire in musica, in fieri, sebbene giá in parte conformata.