ITA musictraks.com, Fabio Alcini (may.2019)

I Satoyama sono un quartetto di Ivrea (TO), attivo dal 2012. Dopo aver suonato su palchi italiani ed europei, vinto numerosi premi e inciso musica per cortometraggi e web series, la band arriva alla terza produzione in studio, Magic Forest, in uscita per Auand Records. Oltre che magica, la foresta dei Satoyama risulta minacciosa e oscura fin dalla prima traccia: Plastic Whale. I suoni gorgogliano, si aprono e si chiudono, imparentandosi con il jazz e l’ambient.
Più fluida l’omeopatica One Part Per Million, che sa cambiare ritmo e passo coinvolgendo sempre più i fiati. La placida Aral segue disegnando onde molto fluide, che si chiudono con un coro a cappella piuttosto suggestivo. Melting Point si apre con la chitarra che disegna trame aeree, prima che entri in maniera robusta il drumming, per un brano sostanzialmente di sapore post rock.
Modi leggermente più vellutati e riemersione della tromba con Leave, che poi acquista velocità e potenza fino a diventare una sorta di valanga sonora. Piani molto più notturni ed evidenza al contrabbasso all’interno di Sovation. Sa di battaglia (e un po’ di serie televisiva, visto il titolo) Winter Rise, con un battito concitato che detta i ritmi e temi diversi che si incrociano al buio. Il brano si allunga fino a diventare una sorta di suite, con un finale piuttosto singolare.
Più rapida Dry Land, che come suoni sembra pescare dalla tradizione mediterranea, con un recitato che porta alla ribalta tematiche ambientaliste. Il disco si chiude con la title track, Magic Forest, morbida, allungata e leggermente malinconica. Piace come i Satoyama sappiano variare registro saltando dal jazz al rock ad altri generi. L’album è ispirato e godibile dall’inizio alla fine.