ITA musictraks.com, Fabio Alcini (sep.2018)

Frank Martino, chitarrista e compositore, mette insieme un organico classico del jazz elettrico e lo immerge nei suoni del XXI secolo con Level 2 Chaotic Swing.
Con Martino, qui impegnato alla chitarra a 8 corde e ai live electronics, ci sono Claudio Vignali (che suona piano, Fender Rhodes e sintetizzatori) e Niccolò Romanin a batteria, batteria elettronica e sintetizzatori.

Si parte da uno Strange loop, che se per il titolo può far pensare allo Strange fruit di Billie Holiday, nella realtà si muove su piani mobili di fluidità elettrica, con una potenza che si sviluppa in modo crescente. Strano è strano, ma non è proprio un loop.
Si viaggia sulle corde basse con Magnificent Stumble v2, che instaura presto dialoghi con le tastiere, mentre il drumming nervoso si incarica di fornire una piattaforma senza stacchi.
Viaggi notturni sono al centro di See Double, strisciante in un sottobosco elettrico e appiccicoso. Molto più levigati i discorsi di Cycle, che si rivolge al pianoforte classico per introdurre un brano che ha risonanze e nostalgie di fondo.
Psychosamba è molto più psycho che festa brasileira, con le percussioni impazzite che fanno sì crescere il groove del pezzo ma che nel contempo si scompongono i frammenti e schegge.
Più moderata ma non meno inquieta Bad Tips, che mette in campo operazioni più composte e a ritmi medi, giocando su risonanze e accenti. Certo quello che poteva essere un brano morbido poi si apre a soluzioni diverse e decisamente più isteriche.
The War of Art si rivela guizzante e non troppo tranquilla, con movimenti che si mostrano nella pancia del brano.
Mezzo bicchiere in The Glass Half: sembrerebbe la metà vuota, a giudicare dall’andamento malinconico del brano, fra i più ovattati del disco, anche se con piccole parti sognanti nel finale.
Si chiude con Waltz for Debbie, un classico di Bill Evans qui reinterpretato e allargato fino a superare i cinque minuti e mezzo e con colori e umori ben più schizofrenici dell’originale.
Fantasia compositiva, abilità strumentistica, ispirazione: c’è più o meno tutto all’interno del disco del Frank Martino Disorgan Trio, in grado di mettere a frutto le esperienze più disparate e metterle al servizio di un album curato ma anche, talvolta, un po’ folle, che non guasta.