ITA musiczoom.it, Vittorio Lo Conte (mar.2015)

Il jazz della contrabbassista romana Caterina Palazzi si nutre della contemporaneità, di suoni urbani in cui anche il rock o il noise trovano spazio. È una positiva sorpresa per il jazz italiano, con questo quartetto in cui militano Antonio Raia al sax tenore, Giacomo Ancillotto alla chitarra elettrica (anche nel gruppo Luz, che registra sulla stessa casa discografica) e
Maurizio Chiavaro alla batteria. La loro musica ha un contatto diretto con il Tim Berne degli anni ’80, ma ovviamente riveduto e corretto perché da allora di cose ne sono successe tante, oppure i Naked City di John Zorn, altra band che ha lasciato una traccia importante. Ma la leader al contrabbasso ha la mano ferma e sa dare il giusto tocco di originalità alle composizioni, onnivora di tutto quello che le gira intorno. Il cocktail che ci propone funziona, la chitarra acida che apre Masyu ad esempio si stempera dall’aggressività dell´inizio verso suoni più lirici per poi entrare in un tema esposto all’unisono insieme al sassofono. Questo modo di sorprendere l´ascoltatore dà fascino all’album, allo stesso tempo lo inchioda perché non sempre si riesce ad immaginare cosa segue da un momento all’altro. Le composizioni, nonostante i momenti più noise o avanguardistici, seguono una traccia precisa, senza sbavature o momenti in cui l´esecuzione gira a vuoto. È uno modo di impostare la musica che funziona fin dall’inizio di Sudoku Killer: la chitarra distorta che apre il disco, poi il sax e la batteria che tiene un ritmo in battere con che lei ha tutto sotto controllo, mentre l´esecuzione sembra rallentare il ritmo arrivano di nuovo le frustate della chitarra a rilanciare il gruppo. Un ottimo equilibrio fra composizione e improvvisazione, fra il lato più terreno e quello più etereo della musica spesso confezionati all’interno dello stesso brano. Non si possono che fare i complimenti, alla band ed al lavoro della coraggiosa casa discografica pugliese. Da non perdere al prossimo tour!