ITA musiczoom.it, Vittorio Lo Conte (mar.2019)

Arriva il secondo disco del trio Luz , questa volta senza ospiti speciali, il primo era stato inciso insieme alla violoncellista americana, associata nella AACM di Chicago, Tomeka Reid. Giacomo Ancillotto alla chitarra e Igor Legari al contrabbasso coinvolgono questa volta un nuovo batterista, Federico Scettri. La musica, cosí come il titolo del disco, è ispirata dal mondo culturale che gira intorno al trio, in grado di recepire e dare un propria interpretazione a tutto quello che li coinvolge emozionalmente. La copertina è del pittore cileno Juan Martinez Bengoechea, cui viene dedicato il quarto brano, un artista che con le sue immagini ricche di storie e di luce, la luz del nome del gruppo, ha avuto un ruolo importante sulla loro musica. Il titolo del disco è dedicato a Encelado, uno dei sessantadue satelliti di Saturno ed il nome di uno dei giganti della mitologia greca che osarono dichiarare guerra agli dei dell’Olimpo. Soyuz! apre il disco, nome delle navicelle spaziali dell’era sovietica, dopo un conto alla rovescia, con una scarica di adrenalina, un atteggiamento che si ripete durante le altre esecuzioni, rendendo il disco vivo, frizzante, che ci si ispiri al genere americana o alla musica di Bill Frisell o a quella di Marc Ribot. Senza cadute di tensione si arriva alla fine di questa incisione passando per brani come Ballyhoo e Fricus, una ninna nanna, con cui si chiudono anche i concerti, non solo questo disco, del trio. È una band da tenere d’occhio, in piena sintonia con quelle che sono le tendenze più contemporanee del jazz internazionale.