ITA Neapolis Jazz, Walter Neri (jan.2016)

La dinamica formazione Yellow Squeeds, ideata dal chitarrista Francesco Diodati per realizzare questo articolato “Flow, Home”, annovera fra le sue fila Francesco Lento alla tromba e flicorno, Enrico Zanisi al pianoforte e Fender Rhodes, Glauco Benedetti al bassotuba ed Enrico Morello all batteria. Un quintetto, quello proposto dal giovane band leader, che presenta l’incontro fra le diverse anime e i differenti stili dei propri componenti e che vede, quale vera novità estetica, la proposizione del basso tuba al posto del canonico contrabbasso. In apertura, già dalla iniziale “Split”, si coglie il discontinuo ed inquieto procedere collettivo verso orizzonti sconosciuti, o meglio, verso l’affermarsi di una propria dimensione emotiva. Le composizioni di Diodati, per altro già da due anni al fianco di Enrico Rava nel suo ultimo “New Quartet”, sono saldamente incardinate ad una scrittura che presenta una trama ritmico-armonica dalla tessitura tanto complessa quanto creativa. La spasmodica ricerca di un personale baricentro formale è il motore che muove “Flow, Home”, in cui temporanei arresti ed improvvise ripartenze connotano il percorso progettuale di un’intrigante imprevedibilità. Brano dopo brano si scoprono talune architetture sonore dall’ampio respiro che finiscono talvolta per confluire in atmosfere rarefatte ed eteree. Fra le altre, si segnala l’astratto espressionismo di “Lost”, la vena giocosa di “Believe”, l’omaggio a Thelonious Monk in “Played Twice” e la sognante “Casa Do Amor”, quale chiusura di un disco che sfoggia l’interessante interplay di un giovane organico ben rodato.