ITA ondarock.it, Michele Saran (jul.2019)

Dopo l’autoprodotto “Spicy Green Cube” (2015), Christian Russano (chitarra), Gabriele Luttino (batteria), Luca Benedetto (tromba) e Marco Bellafiore (double bass), in arte Satoyama (nel 2013 la fondazione), proseguono la propria ricerca con altrettanta pacatezza e melanconia in “Magic Forest”. Tanto che “Aral” da adagio di quasi danza diviene, anche rimarcato da una vocalizzazione corale di chiusa, vera marcia funebre, e l’altrettanto mesta “Sovation” dischiude un solo di contrabbasso che sembra volere il silenzio più che un qualche fraseggio. Altri assoli interessanti stanno in “Leave” e “Melting Point”, una chitarra ammantata di stelle. I brani più estesi (“Magic Forest”, “Winter Rise”) adottano stereotipi da meditazione new age e sottofondi per ballad. Timido improvvisatore ma affiatato imbastitore di melodie, il quartetto di Bisceglie conduce un elegante mix di post-bop e post-rock in cui la cocktail-lounge si unisce con efficacia all’armonia decadente e alla musica da film. Non sfruttato il piccolo momento d’avanguardia elettroacustica in apertura: “Plastic Whale”.