ITA ondarock.it, Michele Saran (mar.2020)

Contrabbassista jazz senese, Michelangelo Scandroglio offre un primo saggio come bandleader e compositore tramite “In The Eyes Of The Whale”. Il bandleader emerge in eleganti parate di bravura come la lunga “I Kill Giants” e “Noah” (in queste più direttore d’orchestra, contando gli ospiti). Al compositore si devono invece accreditare i 9 minuti di “When The Glimpses Are True”, schizofrenicamente spartiti tra ossessivo incubo jazz-core e melliflua ballad dissonante, ma anche le rifiniture del brano eponimo (inizia come un notturno pianistico e sfuma in concertazioni jam da camera) e “Disappearing”, piccola saga in due parti, in mesto dialogo tra piano e ottoni. Il giovane Scandroglio (classe 1996) predispone un quartetto dalle sonorità talvolta ispide eppure fluidamente affiatato, non così coraggioso ma nemmeno pretenzioso, sostenuto, più che dal suo basso, dal pianoforte sul filo dell’atonalità di Alessandro Lanzoni e la batteria illusionista di Bernardo Guerra. Sotto il segno dei suoi due maestri, Ares Tavolazzi, jazz, e Gabriele Ragghianti, classica, in profondità è infatti un disco di tributo a due mondi, l’improvvisazione e il contrappunto, che aspira a conciliare in una forma nient’affatto adulterata d’armonia disarmonica. Tromba: Hermon Mehari. Ospiti: Michele Tino, Peter Wilson e il sax Dolphy-iano di Logan Richardson.