ITA Percorsi Musicali, Ettore Garzia (feb.2015)

I Forefront sono il gruppo formato dal pianista napoletano (ma rientrante nell’orbita romana) Jack D’amico: nato come trio con sezione ritmica jazz (Umberto Lepore a basso elettrico e contrabbasso e Marco Castaldo alla batteria), il gruppo si è arricchito della partecipazione fondamentale del sassofonista Antonio Raia e, solo per la registrazione di un brano di “Chaos Magnum”, si è avvalso della presenza di Giacomo Ancillotto (alla chitarra e rumori). L’interesse sul gruppo romano è stato amplificato dalle note estimative del pianista svizzero Colin Vallon, conosciuto tramite Fabian Sbarro, artista visuale svizzero che collabora con il pianista d’oltralpe: Colin è rimasto entusiasta della proposta musicale del gruppo e li ha voluti di fianco ai suoi concerti. Così come dichiarato e percepibile dalle loro impostazioni di programma, i Forefront si indirizzano ad un tipo di improvvisazione jazzistica che si abbina a quel sentiment che deriva dalla musica contemporanea: D’Amico nel 2010 ha creato un ensemble radicale di improvvisazione, il Collettivo Crossroads Improring, suonando sia il piano (anche preparato) che il fender rhodes, ma è indubbio che Chaos Magnum punta ad affinare le capacità stilistiche; il piano di D’Amico infatti raccoglie molte istanze della musica moderna del novecento poiché si muove distillando arpeggi dell’amata Repubblica francese di inizio novecento, importunando le preparazioni stile Cage e le ondeggiature di Feldman, mentre lo stile organistico richiama alla memoria (in una dimensione necessariamente ridimensionata per ampiezza) le manifestazioni organistiche atonali dei compositori moderni messi contro i fender rhodes della generazione dei jazzisti dei settanta. Non è assolutamente una ritirata dal jazz, anzi pensate il contrario, è quest’ultimo che si ravviva: si tratta di accondiscendenze di stile, non di pieni approcci verso il mondo contemporaneo, ma comunque tali approcci sono utili per rendere più accettabili i rapporti tra il jazz e questa incompresa configurazione musicale moderna; così il sax di Raia (notevolissimo e prezioso elemento di questa prova) scova negli anfratti che appartengono a Ligeti, citando lo studio pianistico n.2 di Musica Ricercata, in una versione eseguita nella Fete Verte in cui però la struttura si trasforma ad un certo punto in una delirante cavalcata free alla Brotzmann.