ITA Rockerilla, Alessandro Hellmann (dec.2016)

C’è un sentimento di confine a condurre l’esplorazione del trio di Vignato: un confine geografico (il disco è stato registrato tra Parigi e Budapest), ma anche un confine sottile, quello tra l’essere e il non essere, definito dal respiro che dà forma – plastica – all’idea e all’emozione. La linea grave del trombone disegna traiettorie guardinghe, immerse in umori notturni, venati di inquietudine, che prendono vita da rhodes di Yannick Lestra, capace di evanescenze oniriche e di improvvise incursioni acide sulla ritmica nervosa di Attila Gyarfas. Il quadro d’insieme, alterato da effetti e percorso da occasionali derive free mai completamente sganciate dal senso della melodia, si presenta come una surreale declinazione di intuizioni al tempo presente.