ITA Rockerilla, Francesco Buffoli (feb. 2020)

Giancarlo Tossani, evidentemente, preferisce gli spigoli alle superfici piane; ama l’ostacolo, l’incongruenza sintattica, più della linearità; e il confronto con le sterminate possibilità offerte dai software sembra averlo stimolato a esplorare territori sempre più originali e insoliti, dove alla scrittura vera e propria si abbinano “note che non sono le sue” (per parafrasare Emmanuel Carrère). Gli esiti sono notevoli: il pianista elabora una sorta di psichedelia jazz avveniristica e dominata dalle sonorità digitali. Non vi sono forse brani memorabili, ma Strange Spy è più che altro un esperimento, e gli esperimenti, se sviluppati con competenza, sono sempre INTERESSANTI