ITA RollingStone, Federico Scoppio (jul.2009)

Pare, a tratti, un disco di una delle tante malformazioni organiche del Chicago underground, anche perchè quà e là sembra di ascoltare Rob Mazurek. E invece è Ramon Moro, uno dei 3quietmen, formazione stabile che ha deciso di dedicarsi all’instabilità, ospitando il pianista non certo simile nell’estetica come Stefano Battaglia. E invece funziona, la mischia in aerea di rigore, che è sempre delicata; se sbagli e colpisci l’avversario, è rigore. Tra l’altro, proprio per non farsi mancare niente, i quattro si dedicano a rileggere dieci dei 153 MikroKosmos di Bela Bartok. Un tono elegiaco in alcune parti, un jazzcore assai spinto in altre, un labirinto armonico che coniuga la tecnica del pianista all’estro di trombe, bassi e batterie su tutto. Metal, improvvisazione e, talvolta, un minimalismo formale, sono gli spunti eccentrici di un lavoro arguto.