ITA SentireAscoltare, Fabrizio Zampighi (aug.2017)

Nelle note di presentazione di Revert, nuovo album di Frank Martino, Paolo Fresu descrive la musica del chitarrista come «“cancrizzante”, dove il decadimento del suono può essere l’inizio del nuovo accadimento». E’ una definizione calzante per un disco sul crinale tra musica contemporanea, un’attualità sfasata dal post-rock e da Ableton Live, e un macerare jazz piuttosto sorprendente nei risvolti. Sono parentesi tonde, quadre e graffe di suoni che si aprono senza mai chiudersi, rivelando la voglia di trascendere la matematica più scontata delle geometrie musicali (Boiling Water), o magari bolle d’arpeggi sospese e alla ricerca dell’altitudine giusta per evaporare (Invert).
Chitarra, pianoforte, live electronics, basso, contrabbasso e batteria creano un reticolato intimo e fascinoso, in cui l’improvvisazione potrebbe essere un balbettare free di percussioni che rima con un gioco di elementi sintetici ed elettronici (Poztmoderno), o magari una chitarra nevrotica destinata a sfociare in una fusion fuori armonia (Seveneight) ma attenta anche a certe placide malinconie. Quarantacinque minuti caratterizzati da una materia pulsante che riesce a suonare ricercata senza essere spocchiosa, lavorando sui timbri e un accogliente senso di spaesamento. Da non sottovalutare.