ITA SentireAscoltare, Stefano Solventi (jan.2012)

I Barber Mouse sono un trio estroso fin dalla ragione sociale, un piano ed il contrabbasso opportunamente “preparati” rispettivamente per Fabrizio Rat e Stefano Risso, batteria e chincaglierie per un Mattia Barbieri che non disdegna esplorare ritmiche androidi. Circa trentenni con il curriculum già zeppo di collaborazioni più o meno importanti e soprattutto trasversali (da Fresu a Bosso passando da Danilo Rea, Francesco De Gregori, Rossana Casale e Mau Mau). Obbedendo alla naturale propensione del jazz verso situazioni più popular, si sono fatti venire l’idea di affrontare il repertorio dei Subsonica, e tanto è stato l’entusiasmo da contagiare anche il di loro vocalist Samuel Romano, featuring di lusso di questo Plays Subsonica.
Il risultato è nel complesso intrigante, anche perchè viene evitata la trappola della sintesi ad ogni costo e tra le istanze espressive così lontane così vicine si instaura una specie di tenzone che le vede sovrapporsi, accapigliarsi, prevalere e ritrarsi, insomma una mistura abbastanza turbolenta e perciò vivace. Pur sempre di jazz si tratta e quindi vedi come Strade, Amantide o Non identificato escano trasfigurate dalle fregole post-bop strattonate free con evidenti contagi latini. Una pensosità densa e strutturata rende preziosi episodi quali Momenti di noia o una delle due versioni di Disco labirinto, mentre Colpo di pistola e Come se rimandano più direttamente agli originali sia per gli stralci melodici che per i sussulti ritmici.
Il bello sta nella ricerca timbrica, nell’invenzione di un suono che si smarchi tanto dai retroterra accademici che da quelli “commerciali”, producendo materia pop di alto profilo, come accade soprattutto nella ammaliante Incantevole, che – come si suol dire – da sola vale il prezzo del biglietto.