ITA shiverwebzine.com, Gabriele Gismondi (dec.2015)

Questo è un bellissimo disco, piccolo e bellissimo, inaspettato. Caterina Palazzi (contrabbasso) e la sua squadra di bravissimi musicisti (Sudoku Killer) si cimentano in magistrali prove di progressive rock dal suono perfettamente datato, potenti e calibrati. Sperimentatori amanti delle sonorità meno scontate, l’ensemble pratica la propria idea di composizione musicale senza farsi mancare nulla, violenti come delicati, velocissimi come cadenzati.
Cinque tracce, di cui solo “Nurikabe” sotto i dieci minuti di durata, piccole grandi suites che nascono, crescono ed esplodono, tirate strumentali di rara potenza udita nei confini peninsulari (nell’ultima decade almeno). Ogni episodio è un’avventura per l’ascoltatore, inquietante, forzatamente un’esperienza live; sviluppi straripanti, in un’improvvisazione mai vana o forzata. Ne nasce un divertimento sentito e appassionato dei musicisti e dell’ascoltatore messo al muro da tale inaspettata forza brutale. Non trovano spazio elettroniche o effettistiche, si è nudi e corrosi, piacevolissima esperienza di alti volumi e niente scampo.
Che sia jazz, noise, post o chissà cos’altro poco importa, almeno qui. Siamo nel mondo del possibile e allora si fondono bravura, esperienza e cuore. Bravissimi tutti oltre alla capo banda, Giacomo Ancillotto (chitarre), Maurizio Chiavaro (batteria) e l’indemoniato Antonio Raia (sassofono).