ITA spettakolo.it, Raffaello Carabini (dec.2019)

Sono di Ivrea, in provincia di Torino, ma sembrano venire dal deserto oppure dal ghiaccio polare, dalle steppe oppure proprio da una “magica foresta” come quella del titolo. Il loro jazz di stampo quasi scandinavo, benché il nome sia giapponese e indichi i diversi paesaggi agricoli pedemontani, è volubile come un refolo di primavera e chiaro come la luna piena. Sa cogliere infinite sfumature da altri generi, soprattutto dalle sonorità da soundtrack (non per nulla hanno inciso musica per cortometraggi e web series) e da certa classica attenta ai profumi popolari (alla Béla Bartók per intenderci), ma senza fermarsi di fronte a connubi anche più arditi. Luca Benedetto alla tromba, Christian Russano alla chitarra, Marco Bellafiore al contrabbasso e Gabriele Luttino alla batteria sono giunti al terzo album in sette anni di attività e sono fieri della definizione che ha dato del loro stile un arguto collega: Radiohead e Bill Frisell discutono di ecologia in una tenda tuareg.