ITA spettakolo.it, Raffaello Carabini (jun.2020)

Inutile continuare a ripetersi: il jazz italiano conosce la propria strada, ama il confronto, esprime talenti e visioni multicolori, piace a tutti. Vi presentiamo una manciata di pubblicazioni recenti, tutte elaborate con la formazione forse più tipica e discorsiva della musica afroamericana, il quartetto. Cinque lavori che vedono alternarsi personaggi noti nell’ambiente jazzistico e giovani debuttanti offrendo sempre un piacevole ascolto.
[…]
Il titolo definisce immediatamente un album “doppio”, dalla personalità quasi bifronte. Scar Let sta per “lasciare una cicatrice”, ovvero segnare a fondo, colpire in maniera inattesa e perfino nociva, ma, se si dimentica la cesura, Scarlet definisce un colore brillante, elegante, passionale, energetico.
Così vuole la sua musica il chitarrista 37enne di Pescara, che qui si propone per la seconda volta da leader e per la seconda volta con la prediletta formazione a quattro, ma con compagni di viaggio del tutto differenti da quelli di Eureka, il debutto del 2016. Il passo avanti è evidente fin da un primo ascolto, dettato soprattutto dal fluire melodico sempre nitido e convincente, cui le imprevedibili impennate dal sapore quasi sperimentale offrono nuovi incipit e nuovi stimoli, mai brusche frenate né fastidiose rotture.
I brani sono tutti originali a eccezione di La Mouffe di Johnny Raducanu, che ha fatto vincere a Coppari & co. l’International Jazz Festival intitolato al pianista rumeno nel 2018. E si snodano come vive suggestioni, dinamiche come il variare della luminosità durante una di queste belle e volubili giornate di fine primavera. Da citare il contributo fattivo e il contraddittorio discorsivo dei collaboratori: Nico Tangherlini (pianoforte), Lorenzo Scipioni (contrabbasso) e Jacopo Ausili (batteria).
[…]