ITA suoniestrumenti.it, Roberto Valentino (mar.2015)

Tra le “quote rosa” del jazz italiano, negli ultimi anni aumentate in maniera consistente, Caterina Palazzi è senz’altro una delle più interessanti, determinate e coraggiose. Lo dimostra proprio questo suo secondo album alla testa del gruppo denominato Sudoku Killer, il cui titolo non va per il sottile. Ma niente paura, le armi omicide che Caterina Palazzi usa sono il suo contrabbasso, il sax tenore di Antonio Raia, la chitarra di Giacomo Ancillotto e la batteria di Maurizio Chiavaro.
Quelli della musicista romana sono quindi “crimini” esclusivamente musicali, nel caso di Infanticide (Auand) ispirati alle gesta dei Nirvana e in particolare di “Incesticide”. È tuttavia altamente probabile che i jazzofili di stretta osservanza rimarranno quantomeno disorientati di fronte a una musica che non fa mistero di intenti provocatori e destabilizzanti. Va dunque da sé che il clima del disco sia marcatamente elettrico (con la chitarra di Ancillotto a fungere da ago della bilancia, quando non ricopre ruoli di prima linea), ma anche un po’ claustrofobico, angosciante. Non mancano però aperture melodiche che rasserenano l’animo dell’ascoltatore, dopo averlo squassato per benino.
Rock e jazz a braccetto, insomma, ma nulla a che vedere con il vecchio jazz-rock. Piuttosto si tratta di un tentativo, sostanzialmente riuscito, di mettere l’uno contro l’altro i due mondi, anche in modo dichiaratamente conflittuale. Chi sia il vincitore dell’aspra contesa, sta a voi giudicarlo.
Un’anticipazione: il prossimo album di Caterina Palazzi e dei Sudoku Killer sarà dedicato ai personaggi dei cartoni animati di Walt Disney…quelli più cattivi, ovviamente.