ITA suoniestrumenti.it, Roberto Valentino (may.2014)

Tre italiani e un’americana costituiscono un interessante quartetto che nel muoversi all’interno della contemporaneità jazzistica non disdegna influenze provenienti dalla musica classica e dal rock. E proprio per questo suo nutrirsi di diversi ingredienti, la musica dei LUZ non è facilmente etichettabile.
Detto questo, via con le presentazioni e una breve storia. L’idea di formare i LUZ è venuta nel 2011 a Giacomo Ancillotto (chitarra), talento apprezzato da un “grande vecchio” del jazz come Enrico Rava, a Igor Legari (contrabbasso) e a Federico Leo (batteria), tutti e tre coinvolti nel collettivo romano di improvvisazione Franco Ferguson. Dopo un anno rodaggio dal vivo, il trio si è allargato alla notevole violoncellista Tomeka Reid, proveniente da Chicago e affiliata al giro avant-garde della storica AACM.
Completato così l’organico, i LUZ si sono recati nella primavera del 2013 nello studio Entropya di Perugia per dare ragione discografica della propria esistenza: il frutto delle sedute di registrazioni si intitola ora Polemonta e reca il marchietto della Auand Records.
Musica sfuggente alle definizioni di comodo, si diceva poche righe sopra. Ma verrebbe quasi la voglia di chiamarla “prog-jazz”, per via di certi scatti di nervi che rammentano le gloriose imprese dei King Crimson di Robert Fripp. In ogni caso, piace la scelta dei LUZ di stimolare l’ascolto con orientamenti stilistici mutevoli. E colpiscono sicuramente anche gli impasti sonori creati da chitarra (a volte anche un po’ friselliana) e violoncello. Sullo sfondo – ma sarebbe meglio dire sullo stesso piano – basso e batteria partecipano attivamente al bel gioco di squadra.